Sono convinto che uno dei principali problemi odierni sia la fretta.
Si pretende che tutto sia breve, sia veloce. Si ha un esempio dal successo che hanno social come Instagram, basato sulle immagini. Si guarda una foto, se va bene ci sono due righe di testo, e poi si passa oltre. Senza doverci dedicare tempo.
Anche Facebook è simile. I post dove c’è solo testo scritto, spesso hanno meno attenzione di quelli dove c’è anche una foto. Se poi il testo è di oltre una decina di righe, saranno in pochi a cliccare su “…Altro…” per leggere il testo che manca.
Non parliamo di Twitter, tanto caro ai politici. Messaggi di 150 caratteri, come se fossero epitaffi. Il fatto che venga usato così frequentemente da alcuni personaggi politici dovrebbe fare riflettere sul fatto che forse lo usano perché non riuscirebbero a formulare pensieri più lunghi.
Resta il fatto che c’è la richiesta di avere cose da leggere in fretta. Se uno scrive più di quello che ci si aspetta, allora diventa prolisso.
Ma a nessuno viene in mente che certi argomenti non possono essere trattati correttamente in poche righe?
Nessuno considera che la fretta è una forma di superficialità?
Se dovessimo trattare ogni argomento in poche righe, alla fine si parla di tante cose diverse, ma per non dire nulla di interessante. Si avrebbe la quantità, ma non la qualità. Al massimo qualche affermazione lapidaria, ma senza alcun modo di argomentarla. Tanto chi leggerebbe le argomentazioni?
Volere sintetizzare tutto in poche righe si finisce con l’essere approssimativi, è un modo di fare disinformazione. Pretendere la sintesi è una forma di arroganza, che dimostra solo che non si ha interesse in quello che viene detto. “Spiegamelo in dieci parole, altrimenti non ho tempo”.
Questo modo di fare va bene giusto per parlare del risultato della ultima partita, o di quanto era corto il vestito della presentatrice di una certa trasmissione. Questo modo di fare va bene per parlare del nulla.
Ed è un modo di fare che non mi piace.
Quindi è molto probabile che i prossimi post, saranno decisamente più lunghi, anche perché se dovessi parlare del nulla, farei prima a non dire proprio niente.
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